Il panorama di Ascrea riserva una morbida visione sul lago del Turano dalle pendici del Monte Navegna in quel della Sabina, zona agricola della Provincia di Rieti.

Storia

Questa località è minuscola, conta infatti poco più di un borgo di 300 abitanti e la sua fondazione si deve al progressivo sfollamento di Bulgaretta e Mirandella in epoca medievale. Nato sotto il segno dei Collalto, il feudo passò quasi subito ai Cola Mareri divenendo un autentico covo di briganti che approfittavano del passaggio dei viaggiatori con il silente beneplacito dei governanti del paese, vessatori dei propri sudditi fino a quando nel Seicento non entrò in vigore una regolamentazione del rapporto fra signori e abitanti.
Scombussolato dal sopraggiungere delle truppe napoleoniche e da occupazioni restrittive sul finire del Settecento, Ascrea superò il difficile momento e divenne Comune autonomo dopo l’unità d’Italia. Questa trasformazione amministrativa non sortì subito gli effetti sperati in quanto l’economia era ancora piuttosto arretrata e le due attività permeanti erano l’agricoltura e la pastorizia, tutt’altro che redditizie, al punto da costringere molti autoctoni a cercare lavoro altrove lontani dalla terra natia, troppo scarsa di risorse.

Cosa vedere ad Ascrea

Oggi la storia di Ascrea si riflette nel (dis)ordine di questo borgo in pietra ancora molto legato alle origini medievali, come dimostra l’irregolare assiepamento di case su una superficie un po’ frammentata. Oltra la suggestivo panorama sul lago si possono ammirare:

Parrocchiale di San Nicola: edificio di matrice quattrocentesca rifatto un secolo dopo come voluto dai Mareri. Custodisce le due tele raffiguranti la Madonna del Rosario e San Nicola.

Chiesa di San Nicola

Interno della Chiesa di San Nicola

In frazione Stipes sorge l’altra chiesa, ovvero la parrocchiale di San Giovanni Battista, ricostruita nella sua interezza durante l’Ottocento.

Panorama da Ascrea

Eventi, sagre e manifestazioni

Ascrea è un paese molto tranquillo ma di certo non un paese morto, anzi da anni continua a dimostrare un effervescenza che si manifesta maggiormente nel folclore e nella voglia di far festa cercando convivialità e aggregazione. Il comune si compone peraltro di buongustai che tengono a tenere accesa la gastronomica fiamma a partire con la Festa degli Asparagi in primavera e della risonante Sagra delle Fettuccine, che la prima settimana di agosto di ogni anno celebra la pasta fatta in casa cucinata con sughi a base di funghi porcini, un’autentica bontà che inebria qualunque papilla gustativa.

Infine, a novembre si tiene la Festa della Castagna, dedicata al frutto che abbonda nei boschi dell’Obido.